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Unimpresa denuncia: la Regione Lazio nega i ristori alle imprese di vigilanza

Unimpresa denuncia: la Regione Lazio nega i ristori alle imprese di vigilanza

Sincero rammarico nel constatare come la categoria a cui apparteniamo venga una volta ancora discriminata: il codice Ateco 80.0, essenziale al prosieguo di tali attività, è rimasto ancora una volta escluso

"La delibera della regione Lazio 1.000 del 15 dicembre 2000, da cui poi è stato attivato l'intervento denominato "Ristori Lazio Bis", viene negata una volta ancora al settore delle società di servizi investigativi, vigilanza e security, pur rispondendo direttamente al ministero dell'Interno, alle prefetture e questure regionali, in linea col decreto ministeriale 269 del 2010 dal quale hanno origine anche le linee guida di pubblica sicurezza indirizzate a tutte le forze di Polizia dello Stato". E' quanto ha scritto il presidente di UnimpresaPol, Paolo Lecce, in una lettera inviata al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nella quale si esprime "sincero rammarico nel constatare come la categoria a cui apparteniamo venga una volta ancora discriminata: il codice Ateco 80.0, essenziale al prosieguo di tali attività, è rimasto ancora una volta escluso". A detta del presidente di UnimpresaPol, queste attivitá sono "di sostanziale sostegno ad un gran numero di aziende che beneficeranno dei ristori. Ragion per cui, il nostro lavoro non può e non deve essere considerato periferico rispetto alle attivitá specifiche svolte dalle aziende che noi supportiamo; la nostra presenza garantisce, infatti, ordine ed equilibrio sociale, senza il quale l'attivitá economica di queste stesse societá non potrebbe essere attivata o comunque svolta. Mi riferisco a tutte le attivitá commerciali, nessuna esclusa, come ad esempio i centri commerciali, i ristoranti, i teatri e cinema, e non ultime le discoteche così come le sale giochi, parchi di divertimento e tanti altri, in quanto in mancanza del nostro ausilio, queste attività non avrebbero mai potuto garantire l'apertura o comunque lo svolgimento regolare del proprio business". 

Nella comunicazione diretta a Zingaretti, Lecce spiega che "attraverso il nostro contributo, tutte le attività commerciali sopra descritte si sarebbero potute tenere aperte garantendo il controllo legato al presidio del territorio e al rispetto delle disposizioni governative in tema di contrasto alla diffusione del Covid-19. Ciò avrebbe consentito una continuità nello svolgimento ordinario delle singole attività e certamente una minore contrazione degli incassi economici registrati". "Col tempo -conclude Lecce- sarà ancora più necessario e indispensabile un ausilio alle Forze dell'ordine, nel presidio del territorio e nel controllo del rispetto delle disposizioni governative, in tema di contrasto alla diffusione del Covid-19".

 

Fonte: https://www.italiaoggi.it/news/unimpresa-denuncia-la-regione-lazio-nega-i-ristori-alle-imprese-di-vigilanza-202101251335528660